Negli ultimi anni la tecnologia ha compiuto passi da giganti nella produzione di materiali sempre più riciclabili per salvaguardare l’ambiente che ci circonda attraverso il loro riutilizzo. Tra questi materiali quello più diffuso è sicuramente la plastica.
Molte persone tendono a identificare la plastica come un unico materiale, in realtà essa comprende molteplici composti polimerici che definiscono proprietà, usi e campi applicativi diversi.
La plastica è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e viene utilizzata e sfruttata nei settori più svariati: imballaggi, edilizia e costruzioni, mobilità e trasporti, salute, elettronica, agricoltura, sport e intrattenimento, alimentare.
L’uso diffuso di questo materiale è giustificato dal fatto che esso è più sicuro e più pulito di molti altri. La plastica è un materiale sintetico che ha origini diverse e, per questo motivo, esistono molti tipi di plastica che possono essere suddivisi in due famiglie principali: le termoindurenti e le termoplastiche.
Le prime si contraddistinguono per poter essere rilavorate diverse volte e sono più adatte ad essere riciclate. Fanno parte di questo primo gruppo il polietilene (PE), polipropilene (PP), polietilentereftalato (PET), polistirene (PS), polivinilcloruro (PVC), polimetilmetacrilato (PMMA), policarbonato (PC), Acrilonitrile butadiene stirene (ABS), poliammide (PA). Le seconde invece, le termoplastiche, sono plastiche che una volta scaldate e lavorate creano una rete tridimensionale che non può essere rilavorata. Fanno parte di questa tipologia: poliuretano (PUR), resine poliestere insature (UP), resine epossidiche (EP), resine fenoliche. Nessuno di questi può essere riciclato.
In base alle normative sulla classificazione delle materie plastiche, a ogni materia plastica è associata un’etichetta formata da una sigla e un numero, che va dall’1 al 7. I numeri da 1 al 6 identificano il materiale riciclabile, mentre il 7 segnala materiali non riciclabili.
Le plastiche più adatte ad essere a contatto on il cibo sono quelle contrassegnate dai numeri 1, 2, 4 e 5, mentre quelle con i numeri 3, 6 e 7 sono da usare con più attenzione, così come quelli senza numero.
Per utilizzare al meglio tutti i recipienti o prodotti realizzati con le materie plastiche è sempre bene leggere con attenzione le etichette che troviamo sui prodotti, per realizzare un riciclo consapevole e responsabile.
Le bottiglie di acqua di Acqua Sorgesana sono realizzate in PET, una plastica riciclabile al 100% che, oltre alle doti di sicurezza, resistenza, trasparenza e maneggevolezza, offre un vantaggio in più per la difesa dell’ambiente: è in grado di dare vita ad una plastica in tutto simile a quella originaria. (R-PET).
Per Acqua Sorgesana la sicurezza e l’ambiente sono temi importanti, per questo motivo partecipa attivamente a CORIPET, consorzio volontario senza fini di lucro, riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente tra produttori, converter e riciclatori di bottiglie in PET.