Le tue unghie si spezzano appena tornano gli impegni di settembre?
Sole, cloro e salsedine hanno lasciato il segno, e la pelle non è l’unica a pagarne il conto.
Anche le unghie, spesso dimenticate nella routine di bellezza, raccontano una storia fatta di esposizione, disidratazione e piccoli traumi accumulati durante le vacanze.
Hai notato unghie più opache, striate, che si sfaldano al primo urto contro una borsa o un tasto della tastiera?
Non è un caso isolato. Il mix di raggi UV, acqua di mare e cloro delle piscine asciuga in profondità la lamina ungueale, che perde elasticità e diventa più fragile. Anche le mani, esposte quanto il viso ma curate molto meno, ne risentono: meno oli naturali, meno protezione, più microfratture. Il nostro corpo ci invia sempre segnali per aiutarci a prenderci cura di lui nel modo corretto, ne abbiamo parlato qui: “Mani, viso, gambe: i segnali che la tua pelle ti manda quando ha bisogno di più acqua“.
A questo si aggiunge un dettaglio che spesso sfugge: dopo l’estate tendiamo a bere meno acqua, complice il rientro alla routine e il caldo che si allenta. Eppure l’idratazione dall’interno resta decisiva quanto quella topica per la salute delle unghie.
Un consiglio semplice? Osserva le tue mani come faresti con la pelle del viso. Se sono secche, tirate, con pellicine sollevate, è il momento di correre ai ripari, e non solo con una crema.
Bere non basta: conta anche cosa beviamo.
Un’acqua oligominerale, leggera e povera di sodio, si integra meglio nella routine quotidiana perché non appesantisce e favorisce la naturale funzione diuretica dell’organismo, aiutando a smaltire le tossine che si accumulano proprio nei mesi più caldi.
Sorgesana, per esempio, nasce con un residuo fisso basso: una caratteristica che la rende adatta a un consumo abituale, da tenere sul comodino, in ufficio, sul tavolo della cucina. Piccoli gesti, ripetuti ogni giorno, che si riflettono anche sulla lucentezza e sulla compattezza delle unghie.
Quanta acqua serve davvero? In generale, l’Istituto Superiore della Sanità dice che un adulto sano dovrebbe consumare almeno 2,0 litri di acqua al giorno. Noi aggiungiamo di non aspettare la sete per bere. Tieni sempre una bottiglia a portata di mano, in borsa o in auto: è il modo più semplice per non dimenticarsene tra una commissione e l’altra.
E le mani, nel frattempo? Un olio nutriente la sera, guanti quando lavi i piatti, e la costanza fa il resto.
Settembre è il momento giusto per ricalibrare le abitudini. Non servono rivoluzioni: bastano attenzioni quotidiane che, sommate, fanno la differenza nel giro di poche settimane.
La costanza, qui, vale più dell’intensità: meglio un bicchiere d’acqua in più ogni giorno che una cura intensiva una volta al mese.