In Italia, ogni anno, vengono immesse sul mercato circa 11 miliardi di bottiglie in plastica (PET) per confezionare in modo sicuro e sostenibile acque minerali e bevande confezionate. Oggi quasi 50% di queste vengono riciclate per essere reintrodotte nel mercato in forma di diversi oggetti come imbottiture, tappetini per auto o vaschette.
In Italia, proprio nel 2021, è stata recepita la cosidetta Normativa SUP – Single Use Plastic- che, nella seconda parte, fissa gli obiettivi specifici di avvio a riciclo per le bottiglie in PET. Pur mettendo al bando, nella prima parte, alcuni oggetti in plastica monouso – cannucce, piatti, bicchieri, riconosce, fissando gli obiettivi di raccolta delle bottiglie in PET e obbligando ad usare r-PET derivato dal riciclo, il ruolo di imballaggio sostenibile. Il Ministro della transizione ecologica e il Ministro dello sviluppo economico propongono per una maggiore tutela dell’ambiente.
Lo scopo è di promuovere il cosiddetto “bottle to bottle” trasformare una bottiglia in PET post consumo in r-PET ( PET Riciclato), una nuova materia prima seconda, con cui produrre una nuova bottiglia . In Italia stanno nacendo sempre più enti e consorzi che si occupano del riciclo dei prodotti. Coripet è un consorzio EPR volontario, senza scopo di lucro che ha come mission avviare a riciclo un maggior numero di bottiglie in PET post consumo e mettere a disposizione dei soci r-PET per fare nuove bottiglie come indica la normativa SUP. Riconosciuto in via definitiva dal Mite, Coripet ha tra i suoi soci fondatori anche il gruppo SGAM, a cui appartiene il brand Acqua Sorgesana.
Il sistema volontario Coripet prevede due modalità di intercettazione delle bottiglie in PET post-consumo:
La bottiglia in PET, messa al centro della normativa europea SUP, rappresenta una scelta ecologica: essendo monomateriale, ovvero realizzata con un solo tipo di polimero, il PET, è riciclabile grazie ad un semplice procedimento meccanico.
Molti studi sul riciclo e sull’inquinamento delle materie plastiche dimostrano che la plastica ha un’impronta di carbonio minore rispetto all’alluminio, alla carta e al vetro, le emissioni di carbonio infatti sono minori soprattutto nella fase di produzione di questo materiale. Quando si parla di PET le emissioni si riducono ancora ulteriormente. Infatti secondo la Sustainable Packaging Coalition:
“I processi di produzione del vetro, dell’alluminio, dell’acciaio e della plastica sono in genere caratterizzati da minori emissioni di gas a effetto serra quando si usano materie prime riciclate invece di quelle vergini, grazie al fatto che i sistemi di riciclaggio che producono queste materie prime riciclate hanno un’intensità di carbonio minore rispetto ai processi convenzionali di estrazione delle materie prime…”
Quindi il processo che trasforma il Pet in R-Pet non solo riduce l’impronta di carbonio del rifiuto inquinante nell’ambiente, allungando il ciclo di vita del PET, ma questo processo è anche meno inquinante.
Studi recenti dimostrano che la realizzazione di materie plastiche riciclate riduce in mantiente importante le emissioni inquinanti. A sostegno di questa tesi sono arrivati anche i dati rivelati dall’Associazione dei riciclatori di plastica. L’anno scorso l’Associazione ha pubblicato un rapporto che illustra che l’uso della plastica riciclata ha ridotto le emissioni di gas serra del 67% per il PET e del 71% per HDPE e PP – oltre a ridurre il consumo di energia. I risultati dimostrano sia un chiaro incentivo ambientale, che commerciale per le aziende.
Secondo Steve Alexander, CEO di Association of Plastic Recyclers-The Voice of Plastic Recycler:
“Questo studio mostra una vittoria per le aziende che incorporano la resina plastica riciclata nei loro nuovi prodotti. Possono migliorare la sostenibilità ambientale dei loro prodotti e processi e ridurre i loro costi energetici”.
Le bottiglie di Acqua Sorgesana sono in PET, l’acqua viene imbottigliata così come arriva alla fonte pura ed incontaminata. Tutto il processo è chiuso e controllato, questo garantisce la purezza dell’acqua. Lo stabilimento produttivo in cui si imbottiglia l’acqua minerale naturale Sorgesana utilizza esclusivamente energia verde 100%, ovvero, energia elettrica prodotta a partire da fonti rinnovabili (idroelettrico, fotovoltaico, eolico, ecc..).