Che differenza c’è tra acqua minerale e acqua potabile rubinetto?
Ti è mai capitato di farti questa domanda proprio mentre apri il rubinetto o la bottiglia dell’acqua per prepararti un bel bicchiere d’acqua rinfrescante?
A colpo d’occhio sembrano uguali, ma non è così.
Le differenze si trovano a livello sostanziale e a livello di legislazione, sono cioè regolamentate da leggi differenti.
Acqua minerale naturale
Le acque minerali per essere definite tali devono essere pure all’origine ovvero, essere prive di carica batterica patogena ed avere una composizione chimico-fisica che non cambia nel tempo. Questa condizione è definita dal Decreto Legislativo numero 176 del 2011 che rappresenta il dispositivo di legge che regola il settore delle acque minerali. Per poter rispettare tali requisiti l’acqua deve avere origine da una falda profonda e geologicamente protetta. Solo le acque che possiedono queste particolari caratteristiche igieniche possono essere riconosciute come “acqua minerale naturale”. Il riconoscimento ufficiale di un’acqua come “acqua minerale naturale” avviene mediante il rilascio di una autorizzazione da parte del competente Ministero della Salute che svolge tutte le verifiche previste dalla normativa vigente.
L’acqua minerale non può essere sottoposta a nessun tipo di trattamento che ne modifica la composizione originaria pertanto, deve possedere particolari caratteristiche igieniche che la rendono utilizzabile già al punto di prelievo (sorgente). E’ questo il motivo per cui l’acqua minerale deve essere imbottigliata nello stesso luogo in cui si trova la sorgente da cui si preleva.
Ogni acqua minerale naturale si distingue dalle altre per la sua caratteristica composizione chimico-fisica che viene riportata sulle etichette delle bottiglie con cui è confezionata.
La garanzia del rispetto dei requisiti di qualità richiesti alle acque minerali è assicurata dai continui controlli, lungo tutta la filiera produttiva, eseguiti sia dall’imbottigliatore che dall’autorità sanitaria competente.
Acqua del rubinetto
Il Decreto Legislativo n. 31 del 02 febbraio 2001 fornisce la definizione di acque potabili: “le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori”.
La sostanziale differenza che esiste tra l’acqua potabile, distribuita mediante condotte e/o tubazioni di varia natura, e l’acqua minerale naturale sta proprio nel luogo di origine. Infatti, mentre per le acque minerali è richiesta una specifica provenienza da falde profonde e geologicamente protette, nel caso delle acque potabili questa può essere qualsiasi ovvero, l’acqua del rubinetto può essere prelevata da fiumi, laghi, sorgenti superficiali, ecc.. Ovviamente, questa condizione richiede di sottoporre l’acqua a processi di potabilizzazione mediante utilizzo di sostanze chimiche, come ad esempio il cloro o l’ozono. Inoltre, sono richiesi particolari processi di filtrazione necessari per eliminare tutte le impurità solide presenti nell’acqua.
Acqua Sorgesana è naturalmente pura e imbottigliata direttamente alla fonte.
Acqua Sorgesana è ricca di oligoelementi che la rendono leggera, dissetante e adatta a tutta la famiglia, nella quotidianità e quando si fa sport. Inoltre è povera di sodio, stimola la diuresi e la depurazione dell’organismo.
È indicata nelle diete iposodiche e nella preparazione degli alimenti dei lattanti.